“Il fotografo e lo sciamano” – di Dario Coletti // Il viaggio non è esternamente reale, intimamente lo è fin troppo.

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Il fotografo e lo sciamano – Dialoghi da un metro all’infinito. 

Quando entrai in libreria, ancora una volta, dopo svariati tour, fui rapito da un piccolo libricino. Era riposto malamente sotto un volume enorme di fotografia. Del libro potevo scorgere solamente un piccolo angolo da cui spuntava un riquadro contenente un cielo dai colori freddi e verdognoli. Mi decisi a riesumarlo. Con piacere lessi il titolo di copertina e subito mi intrigai e volli saperne di più.

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Quando vidi che l’autore del libro era Dario Coletti ricordai subito un lavoro che mi colpì molto e che mi portò ad approfondire molti altri dei suoi lavori, in particolar modo il progetto –  “Okeanos & Hades. Chronicles from Sardinia” – realizzato tra il 2008 e il 2011.

Dario Coletti è un fotografo che necessita di poche presentazioni, ma con tutta onestà ammetto che mi persi l’uscita di questo libro, ma forse meglio così. Fu una sorpresa quel giorno. E’ come quando giochi a tombola e perdi la speranza che il croupier peschi finalmente il numero fortunato. Quel giorno persi così tanta fiducia di trovare un bel libro, che dopo ore di percorsi avanti e indietro stavo per andarmene. Invece mi feci incuriosire da un titolo così insolito, in particolar modo dall’analogia tra il fotografo e lo sciamano. Lessi la prefazione seduto in una di quelle comodissime poltrone rosse che si trovano in molte librerie e, senza accorgermene, mi ritrovai ad aver finito tre capitoli del libro. Mi decisi a comprarlo.

La fotografia è un gioco di superfici. L’immagine che svela è in sé bidimensionale, ma comprende tutti i sensi. La superficie diventa sensibile e mette in gioco infiniti meccanismi di introspezione. Vediamo non solo ciò che appare, ma anche ciò che vogliamo vedere. Proiettiamo noi stessi dentro di essa. Si crea una tensione superficiale al suo interno che ci  porta lontano. In questo caso il viaggio non è esternamente reale, intimamente lo è fin troppo.

Senza tirarla troppo per le lunghe posso dirvi che il libro attraversa con la mente dell’autore e le sue fotografie i suoi viaggi in Italia e nel mondo, dallo Sri Lanka ad Haiti, dalla Sardegna alla natia Roma.  Un racconto poetico che lancia i dubbi dello scrittore e che gli pervade l’animo: può la fotografia restituire l’orgoglio? Nutrire la speranza?

Il libro è davvero coinvolgente e io mi sono fatto coinvolgere. Attraverso le sue fotografie, anche solo per un attimo, ho potuto viaggiare con lui. Un viaggio raccontato come un diario in cui l’autore riversa volti ed esperienze, tagli di luci e di ombre, interpretando più ruoli, ma sviscerando una visione personale e intellettuale.

Non voglio raccontare oltre di questo libro, ma posso solo consigliarvelo vivamente. Per quanto sia una lavoro che segue le opere dell’autore e dei suoi viaggi, la sua potenza è quella di farvi immergere in un viaggio che il vostro inconscio ha già sognato e che in fondo conoscete meglio di chiunque altro. Vi accompagnerà dentro voi stessi portandovi molto lontani e sicuramente più arricchiti.

 

Dario Coletti: http://www.dariocoletti.com/

Giacomo Infantino

 

Tutte le immagini utilizzate sono di proprietà dell’autore.

 

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