“FRANCESCO LEVY – Azimuths of Celestial Bodies – Ci sono molti modi per raccontare una storia ed altrettanti per mentire nel farlo.”

Il lavoro di Francesco ci ha incuriositi per diversi aspetti. E’ un lavoro complesso, ricco e personale sotto tutti i punti di vista. Tocca diverse tematiche, fra cui la famiglia, il senso di appartenenza e la storia. La sua storia è raccontata in una maniera così consapevole, che riesce a diventare una storia universale. Quello che lui chiama il ”suo diario per immagini, la sua topografia illustrata” è il riflesso di qualcosa che abbiamo provato anche noi sin da piccoli. Anche noi abbiamo sentito parlare della guerra vissuta dai nostri nonni, anche noi abbiamo cercato di immaginare, capire ricostruire. Solo che Francesco Levy l’ha fatto veramente creando Azimuths of Celestial Bodies.


Ci dice che Ci sono molti modi per raccontare una storia ed altrettanti per mentire nel farlo”. Francesco ci spiega che la memoria a volte è incompleta, ha delle falle. Perciò tutto non può essere raccontato per filo e per segno così come è avvenuto. Qui arriviamo alla parola ”mentire”, che non designa una menzogna vera e propria, ma piuttosto definisce il ruolo che ha l’immaginazione di ognuno di noi all’interno di una storia. L’immaginazione è colei che crea collegamenti per far fluire il concetto. Questo progetto. dunque, lo definirei reportage artistico. Colmo di punti e avvenimenti reali, ma intriso di personalità, gusto, estetica ed interpretazione.

Qui sotto, le parole dell’autore.

 

”Il mio lavoro si è sviluppato come un viaggio all’interno delle storie e delle persone che hanno formato il mio nucleo familiare e di come tutto questo metaforico fiume di vite sia adesso confluito in me, che sono (per adesso) l’ultimo della mia stirpe.
Le grandi guerre che hanno sconvolto il continente europeo durante lo scorso secolo, sono il filo conduttore, il sottofondo amaro, la causa prima delle migrazioni che hanno permesso l’intreccio di queste storie.

Il mio progetto è formato da diverse componenti estetiche e concettuali. Il territorio e un tema molto importante, in quanto ogni persona, soprattutto negli anni dell’infanzia e della fanciullezza, viene senz’altro segnata dal luogo in cui vive e cresce. Il mare e un tema ricorrente, in quanto elemento di principale collegamento fra le varie storie. Le immagini d’archivio, talvolta rielaborate con interventi grafici, sono un fondamentale elemento di connessione fra passato e presente, indispensabili nel mio personale percorso di esplorazione e ricostruzione di un’identità individuale e familiare. Grande importanza infatti, e stata data alle persone ed ai rapporti che intercorrono fra di esse.

Un discorso sulla discendenza, collegando quello che era con quello che è; una restituzione dei ricordi che mi sono giunti, che ho fatto miei e che reinterpreto liberamente. Un diario per immagini, la topografia illustrata di un viaggio autobiografico per esplorare la mia geografia.”

Francesco.Levy_Azimuths of celestial Bodies_04
Francesco Levy – Azimuths of Celestial Bodies

Quando e perché ti sei avvicinato al mondo della Fotografia?

Credo che i primi ingenui approcci al mezzo fotografico siano avvenuti durante gli anni di Accademia a Venezia. Fin da piccolo ho sempre disegnato molto, l’ho sempre trovato il mezzo d’espressione a me più congeniale (tutt’ora uso il disegno per aiutarmi negli scatti, nello studio della luce e delle pose dei soggetti) la macchina fotografica si presentava quindi a me come un mezzo nuovo e misterioso, un modo per sperimentare. La usavo in maniera molto istintiva, incurante di quelle che sono le regole basilari della fotografia… ero piuttosto ignorante in materia. Mi ricordo che influenzato dal lavoro di Warhol, rielaboravo vecchie foto con un estetica vintage ricreando false polaroid, un modo per riutilizzare in maniera creativa immagini che ristagnavano nei meandri dell’hard disk. Riguardandole adesso mi viene inevitabilmente da ridere (o da piangere) ma fanno comunque parte del mio percorso di crescita.

Come e perché è nato il tuo progetto Azimuths of Celestial Bodies?

Azimuths of Celestial Bodies è nato come progetto finale del corso triennale di fotografia alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Dovevamo sviluppare un progetto che durasse tutto l’anno accademico e l’idea di lavorare sulla mia famiglia è nata parlando con mia madre a cena. Mentre cercavamo di ricostruire una sorta di albero genealogico, mi sono reso conto di quanto fosse ampio e complesso il contesto storico-sociale in cui hanno vissuto i miei avi. Guerre, migrazioni, morte: è facile fare parallelismi con la situazione attuale, un eterno ritorno dell’identico. Per il resto sono stato fortunato, mi sono ritrovato con una quantità di materiale d’archivio familiare veramente considerevole. Lettere, documenti, foto, cartoline ed oggetti vari, senza i quali sarebbe stato difficile costruire una narrazione che avesse un senso.

Francesco.Levy_Azimuths of celestial Bodies_06
Francesco Levy – Azimuths of Celestial Bodies

Che cosa pensa la tua famiglia di questa serie fotografica?

Una domanda interessante che, fra le altre cose, non credo mi sia mai stata posta. Non ho una famiglia numerosa, a Natale siamo in cinque. Sfortunatamente tutte le persone di cui parlo nel mio progetto non ci sono più e proprio per questo, il lavoro acquista un valore unico per noi… mentirei dicendo che non sono entusiasti di come si è evoluto nel tempo, lo hanno visto crescere e trasformarsi e credo che alla fine ci siano affezionati quanto me. È una bella cosa, sono contento perché i miei mi hanno sempre sostenuto e anche saputo dare pareri obiettivi nonostante il coinvolgimento emotivo.

In alcuni volti l’identità e celata, nascosta, come mai?

Nel percorso di recupero della memoria sono stati fondamentali, oltre al materiale d’archivio raccolto, le storie e gli aneddoti che mi venivano raccontati durante l’infanzia e che avevano come protagonisti i miei nonni e bis-nonni. Ma la memoria è di per sé imprecisa per cui ci sono dei buchi, delle falle che ho cercato di riempire usando l’immaginazione e talvolta, come dichiaro nell’incipit del concept, mentendo. Oppure no. I volti nascosti sono quindi per me la parte fallace della memoria che, cercando di scavare nel profondo dei ricordi, non riesce ad afferrare un’immagine chiara ma solamente frammenti distorti, poco chiari e sfuggenti.

Francesco.Levy_Azimuths of celestial Bodies_03
Francesco Levy – Azimuths of Celestial Bodies

C’e un libro che ti ha aiutato particolarmente nella tua crescita personale da fotografo? 

Spingendosi oltre i grandi imprescindibili classici di Sontag e Barthes credo che un libro che mi ha aiutato molto, non in maniera specifica per questo progetto, ma in generale, sia “Ping Pong ConversationAlec Soth e Francesco Zanot”. Lo tengo sempre a portata di mano, mi piace molto l’approccio di Soth quando dice ad esempio che il parente più prossimo della fotografia è la poesia, per il modo in cui stimola l’immaginazione e lascia allo spettatore delle lacune da colmare. Condivido molto il suo modo di pensare la fotografia e la sua poetica. Sicuramente uno degli autori che preferisco in questo momento, seppur lontano dal mio tipo di lavoro e ricerca.

 

Posso concordare fermamente con Francesco sulla validità e la bellezza del libro di Alec Soth e Francesco Zanot. Ha citato un libro che personalmente amo moltissimo e che, a suo tempo, è stato capace di stimolare anche me.

 


Francesco Levy è un fotografo nato a Livorno nel ’90. Nel 2013 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Venezia con una tesi in estetica e new media. In seguito frequenta il corso triennale di Fotografia alla Fondazione Studio Marangoni a Firenze, dove consegue il diploma e vince la borsa di studio ex aequo come miglior studente del triennio.

Francesco nel 2017 espone a Milano nella seconda edizione dell’International Photo Project curata da Elio Grazioli, viene selezionato come uno dei sette fotografi under 35 finalisti di LOOP | Giovane Fotografia Italiana nell’ambito del festival Fotografia Europea, è uno dei dieci finalisti del Premio Celeste | Visible White Photo Prize curato da Laura Serani, partecipa inoltre alla mostra collettiva “Questioni di Famiglie” negli spazi del CIFA di Bibbiena e viene selezionato come uno degli otto artisti italiani che parteciperanno alla prossima edizione della biennale d’arte contemporanea JCE Jeune Création Européenne.
Vive e lavora fra Livorno, Firenze e Venezia.

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Francesco Levy Website

 

Giacomo Infantino

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...