“FRANCESCO SPALLACCI – To me – Il nudo in fotografia vuol dire intimità e forte interazione.”

Oggi vogliamo presentarvi un giovane fotografo di vent’anni, Francesco Spallacci. Francesco nasce e Magenta (Milano), attualmente frequenta il secondo anno presso la Naba di Milano e dal 2012 pratica la fotografia da autodidatta in maniera continua ed evolutiva, dando spazio alla sua visione personale della realtà.

Il progetto che ci ha proposto Francesco si intitola ‘’To me’’. Inizia nel 2016 e attualmente è ancora in evoluzione. Si concluderà a giugno del prossimo anno con un’esposizione di 20 fotografie.

Quello che più caratterizza il progetto di Francesco è un legame fra l’arte scultorea e quella fotografica. Insieme vanno a mescolarsi creando immagini pure nella loro intimità. Il bianco e l’uso della luce ci raccontano un’atmosfera eterea dal sapore classico. Alcune delle figure appaiono maestose, altre, invece, sono piene nella loro morbidezza. La luce illumina questi corpi delineandone le profondità. Gli ambienti così minimali ci trasportano fuori dal tempo.

 

RIVQAH
“FRANCESCO SPALLACCI – To me”

Per Francesco la fotografia oggi è un’opportunità per crescere e imparare ad osservare il mondo che lo circonda con attenzione. Ci racconta ‘’ho imparato che nella vita è importante fermarsi, godendo a pieno di tutto ciò che può farmi sentire vivo. Questa è per me la fotografia oggi.’’

A proposito del legame scultoreo-fotografico ci racconta ”Fotografia e scultura sono due mondi apparentemente lontani nell’universo artistico, ma in alcuni casi si possono fondere l’uno con l’altro dando vita ad uno stile unico e singolare. Nel mio caso questo tipo di legame mi si presentò di sorpresa, furono addirittura le persone intorno a me che mi fecero notare questa incredibile somiglianza tra la mia fotografia e la scultura classica.

Il nudo scultoreo, inteso nel senso più classico e canonico, risale all’antica civiltà greca. Oggi questo tema è caro anche alla fotografia contemporanea, pur con tutte le sue varianti. I Greci scolpivano un nudo eroico, una nudità ideale in cui il corpo mortale, attraverso questa forma espressiva, diventava semi-divino. In tal senso sfidava il senso del tempo. Ciò che Francesco mette insieme, però, è riconducibile anche alla scultura romana, che non solo scolpiva corpi idealizzati divini e maestosi, ma aveva in sé anche un gusto iper-realistico, ossia metteva in luce anche i difetti fisici, piccoli dettagli reali senza mascherarli di una perfezione utopica.

To me
“FRANCESCO SPALLACCI – To me”

Oltre al gusto estetico abbiamo chiesto a Francesco quale significato ha per lui la fotografia di nudo.

‘’Per me non è altro che un segno descrittivo, è un particolare della mia persona, è qualcosa che mi identifica. Il nudo in fotografia vuol dire spesso intimità e forte interazione. Mi permette di entrare in perfetta sintonia con tutte quelle caratteristiche che rendono una persona unica nel suo genere, come il loro corpo, così simile, ma allo stesso tempo così diverso da qualsiasi altro.’’

Grey + White
“FRANCESCO SPALLACCI – To me”

 

 

Per seguire il lavoro di Francesco:

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